La cottura a induzione è un sistema usato da oltre vent’anni in molti Paesi europei e largamente diffuso nelle cucine professionali, ma ancora poco utilizzato in Italia in ambito domestico, sia per un fattore culturale, che associa il cucinare alla presenza della fiamma, sia per ragioni economiche e funzionali, legate all’alto costo dell’energia e alla presenza di contatori elettrici dalla potenza limitata. In realtà la tecnologia dell’induzione ha conosciuto negli ultimi anni una costante evoluzione, che la rende oggi vantaggiosa da molti punti di vista.

Come funziona l’induzione?

Il piano cottura a induzione si compone di una superficie in vetroceramica sotto alla quale vengono inserite delle bobine con filamenti di rame. Il suo funzionamento si basa sulla generazione di un campo magnetico tra il piano e la base metallica della pentola, che produce energia trasformata immediatamente in una fonte di calore omogeneo e localizzato solo all’interno del recipiente. Proprio per queste sue caratteristiche, il piano cottura a induzione richiede l’utilizzo di pentole in materiale ferromagnetico. Occorre quindi controllare che sul fondo del tegame sia riportato il simbolo apposito, oppure verificarne il magnetismo per mezzo di una calamita.

Che pentole servono?

Le pentole da usare devono avere un fondo perfettamente piatto e con uno strato inferiore di materiale ferroso, senza il quale non potrebbe attivarsi il campo magnetico.Per qualcuno potrebbe essere uno svantaggio, perché acquistare un piano a induzione ci costringerebbe a sostituire tutte le pentole di rame, alluminio e terracotta, così come le padelle antiaderenti con il fondo di alluminio.Esistono in commercio anche dei dischi adattatori (costo 10-15 euro) che permettono l’uso sul fornello ad induzione di tutti i tipi di pentole: sono però sconsigliati, in quanto allungano sensibilmente i tempi di cottura, aumentato i costi di gestione.

Piano radiante, a induzione o alogeno: le differenze

Innanzitutto, occorre distinguere tra i diversi sistemi di cottura elettrici. I piani radianti e alogeni non sono così convenienti come si potrebbe pensare, perché il loro rendimento termico (45-60% circa), pur essendo superiore al gas, è lontanissimo dall’efficienza assicurata dalla tecnologia a induzione.

Soffermiamoci sulle prime due soluzioni: il piano radiante ha una resistenza elettrica sotto la superficie di vetroceramica. Il calore generato dalla resistenza scalda il pentolame per trasmissione, cioè dopo aver scaldato il piano. Per l’alogeno il funzionamento è simile: al posto della resistenza, però, c’è una potente lampada a infrarossi.

In entrambi i casi, lo spreco di energia è abbastanza consistente, perché la vetroceramica trattiene molto calore.

Quanto consuma invece, il piano a induzione?

Una delle ragioni che stanno gradualmente favorendo la scelta della cottura a induzione è legata alla costruzione di edifici in classe di efficienza energetica A e A+, nelle quali l’energia utilizzata è prodotta da fonti sostenibili come il solare o il fotovoltaico e non sono presenti gli allacciamenti del gas. L’induzione può però essere adottata in qualsiasi tipo di abitazione senza significativi aggravi di costi, poiché tale tecnologia sfrutta il 90% dell’energia consumata, contro il 35/40% di un piano a gas, (Quest’ultimo ha un’elevata dispersione termica poiché buona parte del calore sprigionato dalla fiamma finisce nell’ambiente).

Inoltre la maggior parte dei produttori hanno inserito sui piani un sistema detto “power management”, che limita l’assorbimento dell’energia al livello desiderato, evitando così il rischio di un sovraccarico del contatore. (Possibilità di utilizzo anche con contratto da 3 Kw).

Estrema facilità di pulizia

Oltre all’eleganza estetica data dall’installazione a filo o semifilo top e dall’assenza di griglie, l’induzione assicura numerosi vantaggi funzionali. Uno di questi è l’estrema facilità di pulizia: bastano infatti un panno umido e una goccia di detersivo perché la superficie in vetroceramica del piano risulti detersa perfettamente.

Sicurezza

I piani a induzione sono poi estremamente sicuri, poiché si attivano esclusivamente a contatto con i tegami e si riscaldano solo nelle zone in cui vengono appoggiate le pentole, mentre la restante superficie rimane fredda. Questa situazione e la totale assenza di fiamme riduce così al minimo la possibilità di scottarsi. Inoltre si annullano tutti i rischi dovuti a eventuali fughe di gas.

Cottura rapida e omogenea

Il vantaggio principale dell’induzione, però, è legato alla possibilità di ottenere una cottura più omogenea e più rapida rispetto a quella sulla fiamma, poiché la pentola si scalda in maniera uniforme e senza dispersione di calore. Inoltre la potenza può essere regolata con precisione a diversi livelli e si mantiene costante; ciò permette, per esempio, di far bollire l’acqua in tempi ridottissimi, e nello stesso tempo di effettuare preparazioni delicate come la fusione del cioccolato.

Novita!

Con i piani cottura a induzione di nuova generazione è possibile fare a meno della cappa: alcuni modelli infatti, presentano degli aspiratori incorporati che evitano la dispersione di fumi e vapori di cottura con un immediato aspiraggio.

Non solo nero! Diversi colori oltre alla classica vetroceramica nera, sono stati introdotti.

Flexi zone: Un’altra novità importante è l’itroduzione delle zone flessibili. Grazie a delle bobine più piccole è più numerose nella zona sottostante del piano, non si è più legati ad una posizione, ad un diametro, ad una forma o ad un numero limitato di tegami. Tutto il piano cottura è a tua disposizione!

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